Murgia connection

Murgia connection

di Nicola Fragnelli

“L’appuntamento con lo zio è confermato. Ci vediamo domani alle 23 al porto di Ancona, ingresso Sud. Sarà una cosa rapida; lo zio deve proseguire fino a Rimini per incontrare uno dei suoi compari. Arriviamo puntuali, salutiamo, scarichiamo la sua auto, carichiamo la nostra. Poi ringraziamo gentilmente e ce ne torniamo a casa. Tutto chiaro?“

“Chiarissimo. E per i soldi? Come facciamo?”

“Stai senza pensieri, lo zio è un cuore generoso. E ci ha fatto una proposta che proprio non si può rifiutare. Questo primo carico è di prova: se la qualità ci piace, allora ci impegniamo a farne due al mese per sei mesi. Se non ci piace, una stretta di mano e amici come prima. Ottimo vero?”

“Un carico gratis? Più che un cuore generoso, mi sa che lo zio è molto sicuro della sua merce”.

“Ovvio. Lui fa tutto in casa. Anzi, in campagna: ogni stagione con i suoi soliti rituali da ripetere e rivivere. Semina, Amore, Pazienza, Raccolto. Il campo dello zio è il numero uno giù in Puglia. Fuori dal suo trullo c’è sempre una fila assurda e nessuno osa contrattare. Accettano le sue condizioni senza discutere: d’altronde ci sono cose che non hanno prezzo. Che ti devo dire più?”

“Niente, niente. Ti aspetto domani alle 21 sotto casa. Mi raccomando puntuale, non mi va di aspettarti come al solito”.

***

“Ce l’hai fatta ad arrivare. Sei in ritardo di quasi 20 minuti!”

“Dai, dai, dai…stai calmo. Siamo in perfetto orario. Piuttosto, renditi conto: fra meno di due ore avremo fra le mani qualcosa di incredibile. Hai idea di quante feste e quante cene organizzeremo a casa tua? Inviteremo mezza città, parleranno tutti di noi: saremo idoli indiscussi.”

“Ok, ma stai calmo eh! Succede un casino se si sparge la voce. Mi toccherà togliere la porta blindata per comprarne una girevole. Oltre alle sedie e ai tavoli per tutte le persone che hai in mente di chiamare”.

“Va bene. Mi calmo. Ma adesso partiamo. Ah…vedi di prendere una via secondaria. La statale mi rattrista, e io voglio godermi ogni secondo di questo viaggio che ci porta dallo zio”.

***

“Che freddo oh. Ma per forza di notte dovevamo incontrarci? Per forza al porto? Stanotte per riscaldarmi mi dovrò buttare sotto 4 piumoni.”

“Te l’ho già detto: il volere dello zio non si contraddice. E poi, che sarà mai un po’ di freddo? Guarda qua, guarda ‘sti sedili: siamo pieni di roba buona. E non l’abbiamo nemmeno pagata. Aiutami a portarla su, nascondiamola a casa tua.”

“Non l’abbiamo pagata, è vero. Ma nemmeno provata. Quindi…cala l’entusiasmo! Mettiamola in camera mia, così non la trova nessuno. Ti aspetto domani a mezzogiorno per assaggiarla. Mi raccomando, almeno domani: puntuale!”

***

“È l’una e mezzo! Ma come fai a vivere in perenne ritardo. Non ti sopporto più”.

“Troppo adrenalina dopo la gita al porto di ieri notte. Non ho chiuso occhio tutta la notte, mi sono addormentato solo all’alba, dimenticando di mettere la sveglia ovviamente…”

“Sei il solito! Per fortuna mi sono portato avanti, tanto alla fine sono io l’addetto alla qualità, no? Andiamo in cucina: ti aspetta calda calda sul tavolo, appena sfornata.”

“Mamma che spettacolo! Che colori…i colori della terra dello zio! Tagliala, assaggiamola immediatamente.”

***

“Allora, che ne dici? Ne è valsa la pena aspettare lo zio al freddo del porto?”

“Ne è valsa la pena: è proprio uno spettacolo”.

“Allora, che ne dici? Confermiamo il carico per i prossimi sei mesi?”

“Confermiamo, ma a una sola condizione: la prossima volta dì a tuo zio di portare su anche due pomodori e un po’ di olive, oltre alla farina del suo campo. Su questa focaccia manca ancora un pizzico di Puglia. E non va bene se vogliamo conquistare davvero la città”.